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FIRENZE ARTE 2008 - RASSEGNA D'ESTATE

5 - 19 Luglio 2008

Domenico Asmone, Tania Bonannella, Lilly Brogi, Veronica Cantero Yanez, Franco Cappelli, Umberto Cesino, Serena Manasseri, Clara Nicese, Elena Rizzo, Lucia Sandroni, Mauro Scalampa, Fabrizio Vascotto

II ° edizione per “Firenze Arte - Rassegna d’estate. Oltre ai promotori delle manifestazioni della Pergola Arte Lilly Brogi (Presidente) e Domenico Asmone (Vice Presidente) e al socio fondatore Franco Cappelli, espongono in questa rassegna nove artisti selezionati dalla direzione artistica della Pergola Arte stessa.
Tania Bonannella, di Messina, abile interprete dell’emozione creativa, colpisce per la spontaneità delle sue tele, dove raffinate soluzioni tecniche si alternano ad agili ritratti o meglio autoritratti, che denunciano sempre l’incombente urgenza creativa che sorge e sgorga senza limitazioni né freni inibitori.
Veronica Cantero Yanez, spagnola di Barcellona, coglie nelle sue opere l’essenza figurativa del soggetto, concentrando l’attenzione sul movimento cromatico che caratterizza la composizione, ideata sempre con attenzione ed equilibrio, sì da proporre “alta tensione” creativa.
Umberto Cesino, di Castellamare di Stabia (Na), offre le sue vedute, i suoi ritratti, le sue composizioni figurative con una decisa e ferma puntualità descrittiva dalle inconfondibili cromie mediterranee. Padronanza di disegno e cromatismi ricercati, combinazione che suscita sempre ottime sensazioni di complice interesse.
Serena Manasseri, di Acquedolci (Me), originale esaltazione di un colore: il nero. Le sue opere, rigorosamente in nero, offrono lo spunto per una riflessione esistenziale, capire come dal buio si possa e si debba arrivare senza indugi al chiarore assordante della vita, tramite vie tortuose mai indispensabilmente percorribili.
Clara Nicese di Napoli, compone le sue opere con musicalità poetica dove la ricchezza di momenti e frammenti di vita si fonde sulla tela esplicando quel difficile compito di tradurre l’emozione in una figurazione mai banale.
Elena Rizzo di Milano, offre il suo “diario di viaggio”, una sorta di istantanee etniche sviluppate in cromie tonali e calde. Vivono le sue opere delle stesse emozioni del ricordo in combinazione con quell’aura di sogno e incanto delle mete africane e del suo popolo che si impadroniscono dell’animo sensibile del viaggiatore occidentale.
Lucia Sandroni di Pisa, conduce una ricerca di materia basata sulle giustapposizioni cromatiche condotte con vibranti spatolate, in striature di tortuosa stesura per una composizione volumetricamente efficace quanto originale.
Mauro Scalampa “Jackinthewind”, di Pitigliano (Gr), le sue opere immerse in una natura verdeggiante, con metodico disegno proposto in colori puri, porgono una visione idilliaca quanto onirica del soggetto interpretato.
Fabrizio Vascotto di Trieste, descrive libere interpretazioni informali, con delicate cromie e poche ma significative descrizioni segniche che concludono l’opera in un mirabile equilibrio compositivo. DOMENICO ASMONE

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MOSTRA PERSONALE DI MARIA GAMBACORTA E GIUSEPPE MANNESCHI

22 Gugno- 20 Luglio 2008

Tendenze contemporanee, come dire la temperie artistica del momento indirizza il nostro gusto e lo definisce in contorni netti ed imprescindibili dall' esperienza creativa del passato, indicando perciò vie nuove percorribili. Questo il senso della doppia personale degli artisti Manneschi e Gambacorta, con sintesi di figurazione in cromatismi spinti ma mai oltraggiosi di Manneschi, con ambizioni di complice astrattismo formale che concretizza un impellente ritorno alla gestualità del segno pittorico della Gambacorta. Interessanti spinte creative di novità che partendo da solide basi di ben affermati stilemi pittorici, convincono e affascinano lo spettatore di questa intrigante esposizione di due artisti diversi ma non lontani concettualmente l'uno dall'altro.

DOMENICO ASMONE


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ARTE CONTEMPORANEA ITALIANA

7-21 Giugno 2008

artisti selezionati: Tiziana Abretti, Alessandro Andreuccetti, Domenico Asmone, Andrea Attili, Gennaro Barci, Fabio Massimo Bassan, Biosvincent, , Faiza Bourhaleb, Simonetta Briganti, Lilly Brogi, Veronica Cantero Yanez, Franco Cappelli, Francesco Cinelli, Henry De Vito, Fabio Dolso, Freeman , Emanuele Gentile , Felice Giancaspro, Andrea Goffi, Alessandra Manfredini, Simona Mostrato, Fabiola Murri, Antonio Perilli, Adolfo Picano, Giovanni Presutti, Eleonora Scarpellini, Adrian Schiopu, Claudia Sejanovich, Francesca Siccardi, Silvio Tempesti, Mauro Trentini

Seconda edizione di "Arte Contemporanea Italiana", collettiva di artisti italiani e stranieri selezionati dalla galleria che operano attivamente in Italia. Spaccato di una variegata proposta creativa che immette nuova linfa al mondo contemporaneo italiano. Artisti emergenti, in tutto 32, operano con solenne impegno nel nome dell'innovazione e della creatività non fine a sè stessa, con l'intento e con l'abilità di ricerca combinata ad un'innata sensibilità, che conducono ad intraprendere nuove strade percorribili.Ecco il significato di questa collettiva: indicare, senza falsa presunzione nuove strade percorribili per gli artisti emergenti contemporanei, con le loro idee, le loro proposte, le loro opere, fonte inesauribile di un'intelligenza creativa mai sopita che colpisce e suscita nuove emozioni, conducendo in alcuni casi a sorprendenti soluzioni di continuità con il passato.
DOMENICO ASMONE




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MOSTRA PERSONALE DEL MAESTRO VINCENZO ARMATO

26 maggio - 2 giugno 2008

DAL PENSIERO ALL’INVENZIONE, LA RICERCA CONCETTUALE DI ARMATO.
“Fumo di Londra”,”Dio denaro”, Tempo scaduto”, L’ultima cena” sono alcuni dei titoli delle opere di questo artista siciliano, artista del tutto singolare nel panorama artistico italiano contemporaneo. La sua singolarità, oltremodo fuori dagli schemi convenzionali, propone in un originale ottica, tematiche attualissime del frenetico vivere quotidiano, icone di una siffatta modernità soffocante ed accecante che travolge inesorabilmente lasciando la sua indelebile traccia. Vincenzo Armato, artista concettuale. Arte concettuale, un termine forse anche troppo abusato in questi ultimi tempi, ma che per Armato è l’essenza della propria ricerca; del resto gli artisti concettuali hanno fatto del pensiero e dell’invenzione una propria novità, creando qualcosa che prima non c’era. La storia dell’arte ci ha insegnato a considerare arte ciò che si traduce in sintomi esistenziali di contemporanea significazione. Pensiamo agli affreschi di Giotto fino ad arrivare ai tagli di Fontana, sintomi e segni che l’arte non è ferma ad un modello assoluto : la creatività non ha limitazioni né di stile né di scuola. Allora l’unico modo di godere dell’arte è quella di comprenderla e per comprenderla dobbiamo essere in possesso degli strumenti per poterla decifrare e gli strumenti per capire l’arte di Armato ce li offre la quotidianità. Pertanto tutti possono comprenderla, tutti coloro che vivono l’oggi, non privo di tormentati rituali che spadroneggiano sempre più veementemente. Alla luce di queste considerazioni le croci del Dio denaro, solo in apparenza blasfeme, così come le scatole di sigarette disposte sulla tela in una sorta di reiterata accumulazione, propongono alla nostra attenzione i motivi della deteriore globalizzazione che viviamo quotidianamente. Nelle opere di Armato colpisce l’immediatezza del concetto espresso senza fronzoli con cruda e sgraziata attuazione, senza alcuna concessione al bello. Armato turba e trafigge il centro nevralgico del sentimento umano e per questo travolge l’indifferenza qualunquistica dello spettatore distratto e conformista. I soldi bruciati e stracciati, banconote di tutte le taglie e di svariati stati anche lontani fra loro, ma ricongiunti ed accomunati in un tragico destino. Il fumo d’artista, con le sigarette simbolo del degrado che uccide, che invecchia, che provoca malattie che annienta l’essere umano in nome della stolta concezione di benessere effimero. Spesso le opere di Armato riportano il titolo dipinto a grandi caratteri vergati con calligrafia malferma, per un ulteriore contributo descrittivo -visivo che rafforza in complice simbiosi con la raffigurazione materiale sulla tela ( soldi bruciati, pacchetti di sigarette, catene, croci, lucchetti o quant’altro) il concetto della negatività della stressante quotidianità. Negatività interpretata con una buona dose di auto-ironia, come nella foto che ritrae il maestro Armato davanti alla croce del “Dio denaro” in atto di preghiera. Quindi con la forza delle idee proposte con irrituale crudezza di impatto Armato scuote e conturba, giungendo infine ad una soluzione di continuità con il passato. Questo comunque è da considerarsi non come un traguardo concettuale, un punto d’arrivo ineluttabile, ma bensì un punto di partenza, lasciando nell’animo poetico dello spettatore una rassicurante premonitrice consolazione: è sicuramente partendo dalla consapevolezza dell’oggi che non va, dall’esperienza del vissuto, che possiamo concepire un domani migliore, questa è la denuncia artistica di Vincenzo Armato, un’artista da seguire sempre con interesse e non perdere di vista.

DOMENICO ASMONE

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MEETING CULTURALE "LA PERGOLA ARTE -IL CONCETTUALE TRA ARTE E POESIA"

Incontro presso l' Auditorium dell' Ente Cassa di Risparmio di Firenze

26 Maggio 2008


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ARTE, FILOSOFIA DI VITA

Rassegna internazionale d'arte contemporanea.

domenica 4 maggio 2008 - sabato 24 maggio 2008

L’arte esprime sempre un linguaggio filosofico a monte di ogni opera. Non è che uno improvvisamente diviene pittore. Tutto questo avviene attraverso un rigoroso e talvolta travagliato passaggio di vita. Esempi illustri possiamo citare, il famoso Modigliani consumato dalla passione, filosofo distruttore di sé stesso per quell’arte che aveva preso il sopravvento sul suo essere, sul suo vivere, sul suo pensare. Filosofia annientante di vita legata a quei colori, a quelle forme che giganteggiavano sopra il suo essere dandogli certezza di immortalità che a caro prezzo aveva ricevuto. Come non ricordare la filosofia coloristica di Gauguin, che per il piacere di una nuova colorazione si spinse fino alle isole tahitiane, cosa rara per un europeo a quei tempi, divenire un perfetto indiano con riti usi e costumi, filosofia da tramandare per immagini in un mondo di assoluta diversità analitica visiva: una fuga dalla sua usuale realtà.Questi i giganti filosofi della pittura, accomunati ad altri ugualmente famosi, tutti i pittori seguono un percorso filosofico di vita che prosegue durante l’intero iter pittorico.Realtà, rivoluzione, risveglio di pensiero, è questo che il loro lavoro, aiutato dalla mente, intraprende. Temi, interessi, il genio sprigiona il grido dello spettatore, che le opere richiamano ai valori dell’arte e che sotto la spinta filosofica di vita si tramutano in capolavori assoluti.Per un pittore anche i primi paesaggi, i primi contatti con il mondo dell’arte aprono vie di esistenza dell’ignoto,dell’infinito, che li accomuna a quella dell’estetica del narratore. Linguaggio che si affina con grande apertura mentale sul mondo circostante, sulle cose che impara ad amare di più, rendendole al mondo colme delle sue vibrazioni. Una riconquista della natura di cui fa parte, ma che prima non aveva ancora scoperto ed assimilato.Filosofia che deve essere vissuta nel senso più ampio della parola, con tanto amore ed interesse per tutto ciò che reale ed astratto circonda l’artista, e questi emulo od unico si appoggia a quest’essenza senza retorica ma osserva ed interpreta.Filosofia di pace e di amore, vorrei dire, quella di operatori esteti che intraprendono nuove strade per il loro senso individuale. Ogni artista segue massimamente il suo percorso pittorico mosso da quella coscienza che l’unica filosofia artistica impone al proprio sentire spontaneo e giunge dalla sua voglia di esprimersi in libertà.

MICHAEL MUSONE


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